Nato nel 1955 a Vitebsk (Bielorussia), nella stessa città di Marc Chagall, studia arte e grafica. Vive sotto il regime sovietico dove vendere quadri era quasi illegale. Nel 1990 si trasferisce in Israele, poi negli USA. Nel 2004 il figlio pubblica le sue opere su internet: è la svolta. Vende decine di migliaia di quadri online, diventando uno degli artisti più venduti al mondo. Muore nel 2019 in Messico.
La sua tecnica è unica: dipinge esclusivamente con la spatola, mai col pennello. La spatola gli permette di stendere colori puri senza contaminarli — ogni tratto è un colore vergine, non mescolato con i residui del tratto precedente. Il risultato sono impasti spessi, tridimensionali, che catturano e restituiscono la luce come nessun pennello potrebbe fare.
I suoi soggetti preferiti: paesaggi notturni urbani sotto la pioggia, lampioni che si riflettono sull'asfalto bagnato, coppie sotto l'ombrello, caffè parigini, alberi d'autunno illuminati. La notte non è buio — è il palcoscenico dove i colori esplodono.
Afremov capovolge il rapporto tradizionale tra luce e buio: il buio non è l'assenza di luce ma il suo contenitore. Senza il nero della notte, i suoi arancioni, rossi, gialli non avrebbero quella vibrazione. La notte è necessaria perché i colori possano esplodere.